L'Impressionismo: una storia tutta da raccontare

Impressionismo: il game changer della storia dell'arte moderna. 

La sua storia nasce intorno alla seconda metà del 1800 in Francia, quando, nella primavera del 1874, alcuni giovani artisti tra cui Pierre-Auguste Renoir, Camille Pissarro, Berthe Morisot, Claude Monet, Edgar Degas, prendono parte a quella che oggi viene definita la prima mostra impressionista della storia, organizzata all’interno dello Studio del fotografo Nadar con l’obiettivo di “sfidare” il tanto acclamato Salon di Parigi.

 

Studio of Nadar at 35 Boulevard des Capucines, Paris, c.1855 (b/w photo), Nadar, (Gaspard Felix Tournachon) (1820-1910) / Private Collection / Archives Charmet / Bridgeman Images

 

Il nome di battesimo del nuovo movimento si deve ai critici d'arte dell'epoca, che definirono questa mostra Exposition Impressioniste, prendendo spunto dal titolo di un quadro di Monet, Impression, Soleil Levant.

 

Impression: Sunrise, 1872 (oil on canvas), Claude Monet,  (1840-1926) / Musee Marmottan Monet, Paris, France / Bridgeman Images

 

Ma come mai tante avversioni contro il Salon e l’accademismo pittorico? 

Charles Pierre Baudelaire è una tra le personalità più rilevanti per questo movimento ancora agli esordi. Difatti lo scrittore afferma che, prima di ogni altra cosa, gli artisti avrebbero dovuto rappresentare "l'eroico della vita di tutti i giorni".

Edouard Manet è uno tra i primi artisti ad adottare questa filosofia nel suo lavoro.

 

Dejeuner sur l'Herbe, 1863 (oil on canvas) (see also 65761), Edouard Manet, (1832-83) / Musee d'Orsay, Paris, France / Bridgeman Images

 

Tra il 1862-63, quasi undici anni prima dell’esposizione, il giovane Manet crea Le Déjeuner sur l'herbe (Colazione sull'erba). Una volta concluso, il dipinto viene amaramente criticato a causa dell’audace ritratto di una donna nuda tra uomini vestiti e senza nessuna apparente allegoria per giustificarne le nudità. Di conseguenza, viene rifiutato dal Salone di Parigi ma, senza perdersi d’animo, il pittore decide successivamente di esporre il quadro al Salon des Refusés.

 

Caricature of the first Impressionist Exhibition in Paris, 'Revolution in Painting! And a terrorizing beginning', 1874 (engraving) (b/w photo), Cham (Amedee Charles Henri de Noe) (1818-79) / Bibliotheque Nationale, Paris, France / Archives Charmet / Bridgeman Images

 

L’impressionismo trova molte fonti di ispirazione e di studio: dalle celebri teorie scientifiche della visione e del colore di Michel Eugène Chevreul, indirizzata principalmente sullo studio dei colori complementari, alle forti rappresentazioni dell’emozione, immaginazione e alla valorizzazione della natura della corrente romantica e nell’arte di Delacroix. Non da meno sono il realismo delle opere di Courbet e il lirismo dei dipinti di Corot.

 

Circle demonstrating colour differences and contrasts, from a book, 'Expose d'un Moyen de definir et de nommer les couleurs', by Eugene Chevreul, published in Paris by Firmin Didot in 1861 (colour litho), French School, (19th century) / Private Collection / Archives Charmet / Bridgeman Images

 

Una delle grandi svolte di questo movimento è l’adozione di un nuova tecnica pittorica: l' en plein-air. Questo metodo consente all’artista di sostituire la luce artificiale presente negli atelier alla luce naturale data dalla pittura all’aria aperta. Ombre colorate sostituiscono l’ artificioso chiaroscuro, dando allo spettatore un'immediata impressione del vero.

 

Woman with a Parasol - Madame Monet and Her Son, 1875 (oil on canvas), Claude Monet,  (1840-1926) / National Gallery of Art, Washington DC, USA / Bridgeman Images

 

Sempre in questi anni la popolarità dell'arte e del design giapponese, e soprattutto delle stampe su legno di artisti come Hokusai e Hiroshige, ha un'enorme influenza sugli artisti europei, in particolare sugli impressionisti. Numerosi sono i pittori che vengono ammaliati da questo tipo di manufatti. Un esempio sono Edgar Degas e le sue famose rappresentazioni di donne nell’atto di pettinarsi. Camille Pissarro con i dipinti del Boulevard Montmartre. Mary Cassatt ne adotta invece la costruzione compositiva in Woman Bathing (1890-1891). Proprio in questi anni viene coniato il termine Giapponismo dal critico d'arte Philippe Burty. 

 

The Bridge with Wisteria or Kameido Tenjin Keidai, plate 57 from '100 Views of Edo', 1856 (colour woodblock print), Hiroshige, Ando or Utagawa (1797-1858) / Galerie Janette Ostier, Paris, France / Bridgeman Images
The Waterlily Pond with the Japanese Bridge, 1899, Claude Monet,  (1840-1926) / Private Collection / Peter Willi / Bridgeman Images

 

Durante la fine del 19 ° secolo nasce un nuovo movimento diametralmente opposto alla corrente impressionista. Il post- impressionismo nato intorno al 1880, guidato da Paul Cézanne, Paul Gauguin, Vincent van Gogh e Georges Seurat, rifiuta la resa spontanea e naturalistica della luce e del colore, favorendo l'enfasi di contenuti più simbolici, sull’ordine formale e struttura. Simile agli impressionisti, tuttavia, hanno sottolineato l'artificialità del quadro. I post-impressionisti credevano anche che il colore potesse essere indipendente dalla forma e dalla composizione, come portatore di significato emotivo ed estetico.

 

Mont Sainte-Victoire, 1900 (oil on canvas), Paul Cezanne, (1839-1906) / State Hermitage Museum, St. Petersburg, Russia / Bridgeman Images

 

Sebbene i movimenti successivi come post-impressionismo, puntinismo, fauvismo ed espressionismo abbiano cercato di rinnegare le idee dell'impressionismo, sappiamo che non sarebbero mai esistiti senza questa prima rivoluzione. L'impressionismo ha dato possibilità all’artista di potersi esprimere a pieno dopo svariati decenni di rigide regole derivate dall'assolutismo dalla pittura accademica. 

Bridgeman Images è fiera di poter rappresentare in esclusiva la prestigiosa collezione del Musée Marmottan Monet a Parigi. Questo museo ospita la più grande collezione di opere di Claude Monet e oltre trecento dipinti impressionisti e post-impressionisti di artisti come Berthe Morisot, Edgar Degas, Édouard Manet, Alfred Sisley, Camille Pissarro, Paul Gauguin, Paul Signac, e Pierre-Auguste Renoir, per citarne solo alcuni.

 
 

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